sabato 3 novembre 2012

Memorie di uomini sconosciuti: Michelangelo Torretta


Il tutto è iniziato con un cartolina acquistata online. Come in altre occasioni si trattava di qualcuno vissuto a cavallo tra '800 e '900, prigioniero di guerra, e della sua corrispondenza dal campo di prigionia. La cartolina  mi aveva incuriosito perché la sua destinazione era Torino. E poi la grafia del mittente era curata, l'eloquio perfetto e gli accenni alle condizioni della vita da prigioniero, per quanto consentito dalla rigida censura austriaca (ma anche italiana), precisi e contenuti. Nell'arco di un mese sono riuscito ad acquisire venti, preziose, testimonianze di Michelangelo Torretta allora tenente degli alpini detenuto in un campo magiaro in territorio austriaco dal settembre 1917 a fine (la data di liberazione è oscura) 1918.
I destinatari sono vari: Marianna Torretta Carrera (la madre), Emilia e Lidia (le sorelle) e Luigi (il fratello)       


Ma per ricostruire la vicenda umana di Michelangelo Torretta bisogna partire dalla sconfitta di Caporetto a fine ottobre del 1917, evento che  segna i destini di molte persone. La prigionia di Torretta inizia il 7 novembre a pochi giorni dunque dalla disfatta dell'esercito italiano. Negli scritti dal campo di prigionia viene più volte citato il nome del colonnello Alliney che in effetti si ritrova in molte memorie belliche come comandante del 3° reggimento alpini, lo stesso cui appartiene il Torretta. Il rapporto di questi con l'Alliney è cordiale e sembra essere alla base del trattamento di favore di cui Michelangelo fruisce quando viene trasferito dal campo di Magymagyar a quello più confortevole di Felsösag. 
Sul web non esistono molti riferimenti al Torretta. E' degli anni '60 la pubblicazione di 2 testi, uno di memorie (Diario di un militare) e l'altro di poesie (Quando canta l'allodola) che recano come autore un Michelangelo Torretta. Si tratterebbe in tal caso di opere postume dato che la sua morte è avvenuta nel 1951.
Nelle 20 cartoline che racchiudono l'esperienza di Torretta nei campi di prigionia austriaci è ricorrente uno degli aspetti più tipici del prigioniero italiano detenuto oltre confine dopo Caporetto ovvero la sua dipendenza dall'invio di pacchi dalla madre patria, in ultima analisi dalla famiglia d'origine. Le richieste di oggetti comuni quali sapone, calze di lana, dentifricio e pane si uniscono a quelle più singolari di spazzole per la testa, grasso per scarpe, forbici da unghie, penne e portapenne, carta bianca o a quadretti che denotano una condizione di relativo benessere esistenziale pur nella condizione di prigionia. La monotonia e il vuoto delle lunghe giornate sembra assillare la condizione del prigioniero più dei disagi materiali pur presenti (freddo e vitto scadente). Spesso il rimprovero per il mancato ricevimento delle agognate e preziose sigarette, "il fumo", si fa perentorio pur nella forma garbata che è propria di Michelangelo. Il quale non dimentica, nella rampogna, di ricordare che è possibile acquistare sigarette a prezzo di esportazione quindi più convenienti! La salute del prigioniero è sempre buona nonostante un accenno, ripetuto, ad un passato di salute cagionevole. Non mancano nella corrispondenza delle annotazioni alla vita di ogni giorno. “Nel viaggio per recarci qui abbiamo racimolato un discreto numero di volumi che ora sono uno dei nostri migliori passatempi perché le giornate sono veramente eterne. Alla sera alle 9 sono sempre a letto e al mattino la sveglia è alle 7. Alle 8 colazione, una tazza di quasi caffè, alle 11,30 pranzo semolino e un pezzo di carne e un piatto di verdure” TRE RIGHE CENSURATE  “Ma animo. Avremo giorni migliori”. La liberazione con ogni probabilità avviene alla fine del 1918 (l'ultima missiva è del 22 settembre: in essa si rinnova la speranza di un rimpatrio imminente). Del dopo nulla è dato di sapere. Di sicuro c'è la promozione a Capitano da Tenente qual'era durante la prigionia.
E' nel cimitero di Torino che ho trovato la sua tomba. Si tratta sicuramente di lui in quanto le date corrispondono perfettamente. In una cartolina del 22 gennaio 1918 indirizzata alla madre  Marianna scrive infatti " Compio oggi 39 anni!" Di lui così abbiamo anche la memoria visiva, busto e viso rivolti a guardare di lato, un naso sottile e pronunciato sotto cui  è disegnata la linea curata dei baffetti, un mento aguzzo e un sorriso appena accennato.... Nessun altro familiare dei Torretta è sepolto nei cimiteri di Torino.

Cimitero Monumentale di Torino Campo L, scomparto 319, celletta 50





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